- Sono le Banche italiane motore di sviluppo e crescita dell'economia ?
- Per un cliente medio, le banche italiane sono più o meno care di quelle europee?
- Chiedere un mutuo in Italia è più o meno conveniente, più o meno semplice, che chiederlo in un'altro paese europeo?
La Com-missione Ue lo ha decretato in più di una rapporto ufficiale, le banche italiane si attestano tra "le più care d'Europa".
I costi pagati dagli italiani allo sportello sono superiori di due volte e mezzo rispetto alla media europea.
Un cliente di banca in Italia spende 253 Euro all'anno per il conto corrente, contro i 112 Euro della media europea.
Il Paese più conveniente in Europa è l'Olanda, con 46 Euro l'anno.
Il primato dei costi per i clienti non riguarda solo i conti correnti.
Più di una volta ci siamo attestati ai primi posti in Europa, anche per i tassi dei mutuo sulla casa.
Per le imprese le cose non sono molto migliori.
Impiegano in media 6 mesi per ottenere i soldi necessari a battere la crisi.
La Bce ha appena destinato a 523 istituti bancari europei, 489 miliardi di Euro.
Un prestito a tre anni al tasso di interesse dell'1 per cento.
Dite la verità, viene subito in mente una constatazione :
se lo avesse destinato direttamente a famiglie e imprese, a questi stessi tassi !
La ripresa sarebbe una certezza, molto di più che attraverso la scelta più tradizionale, di affidarli alle banche.
Di questi tempi, però di tradizionale non è rimasto più niente. L'economia è un vulcano in eruzione e le vie d'uscita da una crisi sistemica sono necessariamente da collocarsi fuori dal sistema che ha collassato.
Per questo sul sito della Federconsumatori nazionale trovate questa coraggiosa affermazione:
" La Bce non può continuare ad elargire ingenti masse monetarie a banche che non prestano denaro ai richiedenti in regola con i principi di solvibilità... Cominci a prestare direttamente i soldi alle imprese,al tasso dell’1%, riavviando in tal modo i meccanismi virtuosi ed i cicli economici entrati in recessione."
Dei 489 miliardi elargiti dalla Bce, le banche italiane hanno ricevuto 116 miliardi.
Oltre un quarto della portata complessiva dell'intervento della Bce.
Questa volta c'è un'inversione di ruoli. A garantire per le Banche italiane, siamo tutti noi cittadini.
La garanzia infatti a copertura dei 116 miliardi europei, sono 40 miliardi di obbligazioni.
Poco ? No.
Quello che fa la differenza è lo scudo totale che ha consegnato alle banche la manovra lacrime e sangue.
La manovra “Salva Italia” passa dalla salvezza delle banche, senza però alcuna garanzia che le banche si occuperanno di Salvare l'Italia, oltre a se stesse.
Nella manovra è prevista una garanzia statale, ovvero il solito Pantalone che paga quando tutto va male, per le obbligazioni emesse dagli istituti bancari.
Se siamo noi cittadini a far da garanti, perchè il momento è grave, dove sono le garanzie che quei 116 miliardi verranno impiegati per la crescita e lo sviluppo e non per stipendi e liquidazioni milionarie ai supermanager ?
Il denaro non circola e il rischio credit crunch è sempre più all'orizzonte.
I cosidetti parcheggi dei capitali bancari overnight alla Bce, aumentano.
L'Italia passa da un record all'altro.
Nonostante il tasso sia dello 0,25 per cento, tenuto ai minimi proprio per scoraggiarne l'allocazione.
I dati ufficiali della Banca d'Italia certificano una crescente difficoltà di accesso al credito, sia per le piccole e medie imprese che per le famiglie.
Nei primi nove mesi del 2011 c'è stata una “decisa riduzione delle erogazioni sia dei mutui per acquisto di immobili (-5,7%), sia degli ‘altri mutui' (-11,7%).“