ACQUA PUBBLICA : UN DIRITTO DEI CITTADINI

Quando si parla di acqua sono i cittadini che devono avere gli strumenti per far sentire la loro voce, ci penserà il referendum, la cui preparazione è già in fase avanzata a ridare loro la parola.

  • L’acqua è un bene finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi, è chiaro che la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile deve essere riconosciuto e garantito per legge come diritto inalienabile ed inviolabile della persona.
  • Mercificare l'acqua significa sottrarre il bene principale per la sopravvivenza alla sfera dei diritti inalienabili, significa, mettere le risorse idriche che non sono inesauribili sotto la legge del profitto, che vuol dire prezzi più alti e poco controllo sui consumi, non solo, significa non poter più contare sulle risorse idriche del nostro Paese in caso di mancanza di acqua, le leggi del mercato sono chiare, chi paga prende tutto.
  • L'uso delle acque deve essere indirizzato al risparmio e al rinnovo delle risorse del “nostro” patrimonio idrico e deve salvaguardare le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un patrimonio ambientale integro.

La Francia  è stato uno dei paesi pionieri in Europa per quanto riguarda il passaggio da una gestione pubblica ad una gestione privata dell’acqua, più di venti anni fa, oggi in tutta la Francia è in atto il processo inverso, stanno RI-MUNICIPALIZZANDO la gestione dell'acqua, perchè in mano ai privati, non c'è stata concorrenza, hanno dominato il mercato DUE grandi multiunazionali, Veolia e Suez (il caso di Parigi, dove la privatizzazione risale al 1984), i prezzi sono aumentati ed i servizi sono peggiorati, pochi gli investimenti sulla rete idrica, molti i profitti privati.

Il PROFITTO nuoce al futuro del "nostro patrimonio idrico" :

  • sfruttamento invece di risparmio su una risorsa non inesauribile, che sarà l' "oro blu" del secondo millennio;
  • nessuna garanzia sul rispetto dei processi geomorfologici e degli equilibri idrogeologici;
  • nessun impegno per mantenere l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico.

L'uso SOSTENIBILE  e SOLIDALE dell'acqua non può in nessun modo conciliarsi con il profitto, ma senza un uso SOSTENIBILE e SOLIDALE dell'acqua mettiamo in pericolo l'accesso e la disponibilità di un bene indispensabile alla sopravvivenza, il diritto alla vita.

Abbiamo visto come la finanza globale possa generare un default globale,

mettere l'ACQUA nelle mani dei privati significa mettere l'ACQUA nelle mani "cieche" del raggiungimento del massimo profitto.

Per questo la decisione del futuro del patrimonio idrico nazionale, (un patrimonio che fa gola a molti), deve essere dei cittadini :

un referendum, alla cui eleborazione la Federconsumatori sta partecipando insieme ad altre associazioni, per riappropriarci del "NOSTRO" patrimonio idrico nazionale.

Vi rimando all'articolo, sempre  su questo sito, ACQUA IN BOTTIGLIA : L'AFFARE DELL'ACQUA
http://www.federconsumatoripisa.it/29-09-2008/acqua-bottiglia-laffare-de...