Il costo dei carburanti è diventato oramai un problema da affrontare in tempi rapidissimi. Questi livelli di prezzi, infatti, oltre ad impoverire le tasche degli automobilisti, comportano una ricaduta molto grave nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo trasportati su gomma.
I continui aumenti della benzina e del gasolio, in assenza di interventi di calmieramento, porteranno le famiglie pisane ad un aumento minimo del 3,8% del tasso d’inflazione solo per i costi energetici, una spesa di 1145 euro l’anno così ripartiti:
- luce e gas 205 euro
- riscaldamento domestico 175 euro
- carburanti, media consumi tra benzina e gasolio, 280 euro
Per una spesa totale di 660 euro.
Inoltre, i costi energetici incideranno negativamente sui costi di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti alimentari con un aumento complessivo di 485euro annuali.
Le ricadute per i singoli automobilisti, che hanno un consumo di 1200 litri all’anno, pari a 2 pieni al mese, è così aumentato, solo per costi diretti di 216 € per la benzina e 348 € per il gasolio. Non ci sono dubbi sull’urgenza di un intervento,una presa di posizione chiara sul piano industriale e fiscale non deve essere rinviata oltre, aumenti di questa portata devono essere “governati” :
Ma se adesso il prezzo del greggio sembra astronomico, lo potrebbe diventare ancora di più in un prossimo futuro, la corsa al rialzo del barile di petrolio è senza freni, tutte le proiezioni danno l’oro nero in procinto di toccare nuovi record, di fronte ad una condizione strutturale di aumento dei prezzi i consumatori devono dare una risposta definitiva, non si può solo subire passivamente, se il mercato delle auto continua a solleticare l’ego dei consumatori invece di investire con convinzione sulle auto ibride, punta su auto che consumano molto per performance da mercato delle vanità, la crisi che stiamo attraversando deve segnare un nuovo immaginario collettivo, i consumatori hanno la forza di imporre un immaginario nuovo, debole chi inquina inutilmente sprecando energia e forte chi sceglie meno velocità, meno scena ma più futuro, è difficile invidiare l’orchestra che suona sul titanic, basta riconoscere i comportamenti per quello che sono e decidere di muoversi in un’altra direzione.
Le aziende automobilistiche spendono più in pubblicità che in ricerca, dai consumatori deve arrivare un messaggio chiaro, ci sono scelte vecchie e comportamenti nuovi e virtuosi , basta schierarsi, l’auto non deve più essere uno status ma un mezzo moderno di trasporto, è sicuramente più impegnativo e costoso progettare auto innovative, mentre attaccarsi ai più bassi istinti di possesso e di competizione di chi compra rende molto di più, il minimo che possiamo fare come consumatori è di interrompere il circolo vizioso esigendo soluzioni nuove ad un problema vecchio, la crisi energetica.