“20 ANNI di FEDERCONSUMATORI “
Innanzitutto vorrei porgere un saluto ed un ringraziamento a tutti i presenti, ai nostri soci, alle istituzioni e agli ospiti che ci hanno voluto gratificare della loro presenza e dei loro contributi.
Abbiamo deciso di celebrare il nostro ventennale, come da nostra abitudine, lavorando.
Approfittiamo di questa nostra importante festa per riflettere sul nostro passato, su quello che abbiamo fatto, con un occhio rivolto alle radici dell’affermazione dei diritti dei consumatori ma anche con uno sguardo proiettato al futuro, consapevoli che quel passato rinforza ed arricchisce il lavoro quotidiano sul territorio.
Passato e futuro.
Il nostro passato è la conferma della validità di una spinta ideale e lungimirante che ha accompagnato i momenti più importanti della storia del consumerismo.
Il riconoscimento e l’affermazione dei diritti dei consumatori sono legati ai momenti più progressisti ed illuminati del panorama politico mondiale.
Mi vengono in mente le parole di uno dei protagonisti più amati e moderni del XX sec., il Presidente americano John F. Kennedy, il quale il 15 marzo 1962, di fronte al Congresso affermò:
"Quando al consumatore viene proposto un prodotto non di qualità, quando i prezzi sono esagerati, i farmaci non sono sicuri o utili, quando il consumatore non è in grado di decidere sulla base di una corretta informazione, allora i suoi dollari diventano avariati, la sua salute e la sua sicurezza sono minacciati, l'interesse nazionale ne risente."
In queste parole di quasi mezzo secolo fa’ non c’è solo l’inizio dell’affermazione del consumerismo ma anche il suo futuro.
Se chi consuma non viene tutelato nella correttezza e trasparenza della sua attività di consumatore ed utente, il suo denaro si guasta e tutto il sistema economico-produttivo ne risente.
Nel 62 Kennedy legava il rispetto di regole di trasparenza e correttezza allo sviluppo di un intero sistema produttivo, e queste parole ci portano ai giorni nostri, ai titoli avariati e tossici di questi anni, alla pericolosità di un mercato autoreferenziale, senza autorità di controllo, senza trasparenza e correttezza.
Quelle parole rappresentano il presente che rivendichiamo, la centralità dei diritti dei consumatori nella vita economica, politica e sociale di un Paese come baluardo contro la degenerazione di regole e garanzie.
Siamo in un momento difficile e ci fanno sentire in colpa se non siamo ottimisti e non spendiamo. Addirittura qualcuno arriva a domandarsi se davvero esiste la crisi o si tratta di una delle tante suggestioni mediatiche: la crisi come l’aviaria di qualche anno fa’, la mucca pazza, tutti ad aspettare la catastrofe che non arriva, pagine e pagine di giornali e poi più niente.
Se essere ottimisti significa ignorare il carattere strutturale del crollo dei consumi, noi non lo siamo; solo partendo dalla consapevolezza della gravità dell’attuale crisi economica, finanziaria e sociale possiamo dire di ripartire con ottimismo.
Ma se essere ottimisti è credere che tutte la gravi crisi, come quella che stiamo vivendo, hanno la capacità di mobilitare le energie migliori delle società e delle classi dirigenti, allora noi siamo ottimisti.
Dobbiamo smettere di chiederci se c’è o non c’è davvero questa crisi ma dobbiamo cominciare a chiederci perché se ne parla tanto oggi e non se ne è parlato affatto quando ancora si poteva intervenire.
Questo è un ruolo fondamentale delle associazioni di consumatori, prevenire.
Quando gli organi di controllo, le società di rating, le autorità politiche, accademiche e mediatiche sono rimaste mute mentre i mercati finanziari si riempivano di titoli spazzatura, le associazioni dei consumatori hanno raccolto milioni di voci dei cittadini che come consumatori ed utenti sono state le prime vittime, i risparmi sono spariti nel grande carnevale dei titoli spazzatura garantiti dalle società di rating fino al crack, la casa è diventata un sogno per i tassi di interesse fuori controllo, chi la casa ha potuto comprarla è senza ossigeno per le rate dei mutui a tasso variabile, anni di battaglie per prevenire le conseguenze di questi mesi.
I consumatori sono anni che chiedono interventi strutturali per fermare la finanza dei titoli spazzatura venduti come titoli sicuri in un mercato finanziario dove chi deve controllare e garantire ha fallito, dove le Società di rating hanno continuato a classificare, sino allo stesso giorno del default, titoli come sicuri
Ecco perché vogliamo festeggiare i nostri 20 anni ricordando la nostra storia, perché per venti anni abbiamo sempre scelto e agito nella direzione di un sistema economico, produttivo e finanziario sano. Non saremmo sull’orlo del baratro se si fosse riconosciuto per tempo il ruolo di garanzia e di controllo che naturalmente esercitano i consumatori nei confronti del mercato.
Oggi, forti della credibilità di venti anni di battaglie dalla parte dei cittadini-consumatori, siamo in prima linea per dare voce a chi, ancora una volta, resta muto nel panorama politico e sociale, anche perché sbandierare le proprie difficoltà economiche aumenterebbe solo la percezione già molto sentita della paura di un crollo della propria posizione sociale.
Sono le famiglie italiane che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e le contiamo tutti i giorni ai nostri sportelli. Ci riferiamo non solo alle categorie sociali vicine alla soglia della povertà ma al ceto medio che fa fatica a mantenere il tenore di vita a cui è abituato, casa, vacanze, assicurazioni, auto, spese fisse, si spende tutto, la realtà è che non c'è più un euro e i debiti da pagare degli anni precedenti non consentono nuovi debiti, negli ultimi sei anni hanno modificato comportamenti di consumo e stili di vita, hanno potuto contare sui tradizionali “ammortizzatori sociali italiani” : la famiglia, che aiuta negli ultimi giorni del mese, e la casa di proprietà, consapevoli di non poter garantire uguale aiuto e sicurezza ai propri figli, quando avranno bisogno di una casa e di un aiuto economico.
Un italiano su due è preoccupato per il futuro dei propri figli, 7 italiani su 10, pensano che i giovani occuperanno in prospettiva una posizione sociale ed economica molto peggiore rispetto ai loro genitori, come l’inflazione “percepita” ora arriva anche la discesa sociale “percepita” , abbiamo il dovere di non perdere tempo perché come ben sappiamo gli italiani non percepiscono, come hanno subito un’inflazione reale, ora stanno subendo una reale discesa sociale.
Chi ha il coraggio di biasimare i consumatori se non credono più alle favole che riempiono il conto in banca di debiti, compri ora e paghi tra sei mesi, vuoi un televisore da sogno ? se lo paghi a rate te lo scontiamo! Questo era il Natale 2007, ce lo ricordiamo tutti, qualche dubbio ci aveva sfiorato, ma perché se pago subito devo pagare di più e se pagherò tra sei mesi e a rate mi fanno lo sconto ? Quando poi i bollettini per pagare non arrivavano sembrava davvero il mondo all'incontrario, ma le penali, invece, sono arrivate puntualissime.
Delle abbuffate consumistiche degli anni novanta non è rimasta nemmeno la nostalgia, piuttosto la rabbia di non aver saputo costruire qualcosa di più duraturo che ora farebbe davvero comodo.
Chi è da biasimare se per il Natale 2008 i portafogli resteranno ben chiusi per sopravvivere ad un mercato vorace e distruttivo?
Il consumatore, che negli anni della società dei consumi era vezzeggiato dalle aziende, è diventato un fastidio da liquidare attraverso anonimi call center dove non si prende mai la linea; il consumatore, una volta che ha comprato un prodotto, è diventato un fastidio da scaricare.
E allora non stupiamoci se ai consumatori viene la tentazione di rispondere come loro: “siamo momentaneamente occupati, si prega di attendere o riprovare più tardi” .
Bene, anche i consumatori dopo aver passato ore ad ascoltare le musichette, sono diventati momentaneamente assenti: ci vuole un nuovo rapporto tra produttori e consumatori.
Nel Natale 2007 l'unico bene che si riusciva a vendere era il debito, percentuali superiori al guadagno sul prodotto sono state versate dalle finanziarie alle grandi catene di distribuzione per spingere al credito al consumo, nelle concessionarie auto è maggiore la percentuale versata dalla finanziaria di quella classica da compravendita.
Nel Natale 2008 sarà difficile anche vendere i debiti perché i costi mensili del debito al consumo, dei mutui per la casa, si sono sommati alle spese fisse, alle spese alimentari, tutto in aumento e i conti in banca vanno in rosso.
Da questa consapevolezza occorre ripartire, che non è pessimismo, non significa remare contro lo sviluppo dell'economia.
Ma quale economia ?
Non c’è sviluppo dell’economia senza il riconoscimento ed il rispetto delle regole, senza l’intervento tempestivo ed incisivo delle autorità di controllo riconosciute e dotate di strumenti efficaci, senza la centralità dei diritti dei consumatori e degli utenti, perché solo nella consapevolezza dei propri diritti e nella certezza del loro rispetto, avremo un consumatore “ottimista” che crede nel futuro, che spende, investe e muove l’economia.
Questa è la strada dell’ottimismo in cui crediamo, della fiducia che i diritti non verranno calpestati, che i comportamenti scorretti non troveranno nessun cavillo dietro cui nascondersi.
In questo senso consideriamo la centralità dei consumatori il vero motore dell’economia, consumatori consapevoli ed informati, che dispongono degli strumenti giuridici, culturali e di informazione per difendere i propri diritti e con essi difendere il corretto e trasparente funzionamento di un’economia sana .
Futuro e passato.
Il futuro è anche un po’ del nostro passato perché ancora non si sono esaurite le innumerevoli battaglie che ci hanno visti protagonisti e che dovremo continuare ad affrontare, se possibile, con maggiore insistenza e caparbietà.
Noi crediamo che la battaglie combattute e molte volte vinte rappresentino un elemento fondante del consumerismo italiano. Ci vorrebbe un giorno intero per elencare tutti i fatti accaduti negli ultimi dieci anni che abbiamo dovuto affrontare con le forze necessariamente limitate di un’associazione fatta di volontari .
Perché è questo che siamo, un gruppo, ormai numeroso di giovani e meno giovani, uomini e donne, che ogni giorno sacrificano un po’ del loro tempo libero al servizio dei cittadini.
Un gruppo che ha messo a disposizione nell’ultimo anno quasi tremila ore di sportelli di assistenza ed informazione aperti al pubblico in tutta la provincia.
Un’associazione che ha puntato sulla rappresentatività e lo dimostrano gli oltre tremila soci dell’ultimo biennio, oltre 1600 solo nel 2008.
Certo, non è semplice, incontrare tutti i giorni i cittadini ed i loro problemi, è molto più facile vivere da “bastian contrari” e fare polemiche sui quotidiani, cercando una visibilità fine a se stessa.
Ecco perché crediamo sia fondamentale, anche a livello locale, cercare strumenti che misurino la reale rappresentatività delle associazioni, superando le autocertificazioni, a volte poco credibili, più spesso irreali, di chi cerca sistematicamente l’amplificazione dei media e che si mostra all’esterno come rappresentativo degli interessi di molti, pur continuando a possedere un livello di scarsissima rappresentatività.
Dobbiamo impedire che lo scarto tra rappresentanza e rappresentatività diventi un’anomalia strutturale e lo possiamo fare solo mantenendo e rafforzando il rapporto diretto con il cittadino attraverso i nostri sportelli ed adoperandoci per lo sviluppo di un reale e concreto associazionismo.
Noi crediamo nel valore dei numeri sia come principio di democrazia, sia come valore in sé, perché un’associazione che rappresenta solo se stessa non potrà mai essere veramente autorità di controllo, di verifica e di rivendicazione su tutte le questioni.
I numeri non saranno mai, però, un nostro compiacimento, neppure in una giornata celebrativa come questa.
D’altra parte non c’è neppure il tempo per autocelebrarsi troppo, perché c’è ancora tanto da fare e, comunque, sempre avremo l’obiettivo di interferire e magari incidere positivamente nella vita sociale, politica e culturale del nostro Paese.
Non abbiamo il tempo oggi di parlare delle mille battaglie da affrontare e siamo anche consapevoli che domani ci sarà un problema vecchio o nuovo da risolvere.
Le battaglie di questi anni, però, ci hanno resi forti; abbiamo costruito le fondamenta del rispetto dei diritti fondamentali dei consumatori e raggiunto risultati che, questi sì, creano ottimismo, l’ottimismo di chi sa di avere i mezzi per far valere i propri diritti ed opporsi a comportamenti truffaldini.
Abbiamo ottenuto importanti risultati in tutti i settori.
Da domani ripartiremo con le vecchie battaglie e con le nuove sfide.
Un nuovo affascinante percorso sarà quello che porterà alla nascita, tra breve, di un Comitato Provinciale dei Consumatori e degli Utenti.
Si tratta di un progetto al quale la Federconsumatori di Pisa lavora da tempo assieme alle altre associazioni presenti sul territorio provinciale pisano e che permetterà l’unione di forze diverse e, pertanto, la possibilità di ottenere risultati ancora più incisivi nel campo della difesa del consumatore.
Vorrei però concludere con un’altra delle nuove sfide che vorremmo affrontare nell’anno che verrà: l‘impegno della Federconsumatori di Pisa nel promuovere la consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dalle donne in ambito del consumerismo.
La centralità della donna sia nell'esercizio dei molteplici ruoli di cui è portatrice nell´ambito della vita familiare, basti pensare alle scelte che compie, in quanto madre, per l´alimentazione dei figli e della famiglia, sia nel mondo del lavoro e del contributo quotidiano nella vita della nostra associazione.
Vorrei ricordare che il nostro Direttivo è composto in maggioranza da donne, molte sono professioniste preparate ed attente le quali offrono un contributo ed un servizio prezioso se non indispensabile per l‘associazione.
Le donne hanno un ruolo importante nelle scelte sull'uso ed il controllo delle risorse economiche, alimentari ed energetiche, sono, inoltre, le prime che devono far fronte all' adeguamento delle risorse familiari all'impoverimento di questi ultimi anni.
Nell'ambito delle trasformazioni che investono il mondo dei consumi le donne spesso svolgono un'azione di incentivo verso le nuove forme di consumo, mercati della terra, G.A.S., acquisto di prodotti alla spina, riduzione degli imballaggi ed attenzione alle sfide ambientali, nel duplice ruolo di consumatrici ed organizzatrici dei gruppi di acquisto, di consumatrici e promotrici dei prodotti locali , di consumatrici e garanti della sicurezza alimentare.
Sono perlopiù le donne ad occuparsi della scelta e preparazione degli alimenti e della trasmissione delle relative conoscenze, il recupero delle tradizioni dei cibi locali ed il rispetto dei valori e la storia dei nostri luoghi passano da loro.
Allora, anche come associazione, diamo più spazio alle donne come antidoto alla crisi
Investire sulle donne conviene a tutti.
Ed è quello che intende fare la Federconsumatori di Pisa con il nuovo “Sportello Donna” che, spero, sarà l’occasione non solo per dare ascolto attivo alle problematiche che la donna vive in prima persona nel mondo del lavoro e della famiglia, ma anche uno spazio di condivisione e confronto, una nuova occasione di crescita culturale.
Concludo, allora, ancora con un grazie a tutti per la presenza di oggi, per la collaborazione di ieri e quella di domani.