MUTUI INDICIZZATI AI TASSI BCE OPPURE ALL'EURIBOR : GUIDA PRATICA ALLE NOVITA' DEL DECRETO ANTICRISI



Il decreto anticrisi (dl 29/11/08 n.185) prevede l’introduzione obbligatoria di mutui indicizzati al tasso Bce.


Che cosa significa ?


La volatilità dell'Euribor, che è stata la principale causa dell'aumento incontrollato delle rate dei mutui a tasso variabile, ha portato alla decisione di rendere obbligatoria l'offerta, da parte degli istituti di credito, di prodotti ancorati anche ai tassi fissati dalla Banca Centrale Europea.

Perché abbandonare l'EURIBOR in questo momento ?

  •     L'EURIBOR, Euro Interbank Offered Rate, è il tasso medio con cui avvengono le transazioni finanziarie in euro tra le grandi banche europee.
  •     La crisi finanziaria ha  ridotto  la fiducia fra le banche, a tal punto che i tassi utilizzati per le transazioni finanziarie in euro  fra gli stessi istituti di credito calano molto lentamente rispetto ai  tagli della Bce.
  •     Finchè i mutui saranno legati all'Euribor bisogna aspettare che passi la bufera, si ristabilisca una maggiore fiducia per colmare il gap tra tassi fissati dalla Bce, ovvero  il tasso ufficiale di sconto che vale per tutti i Paesi membri e l'Euribor che soffre della crisi dei mercati finanziari.
  •     Abbandonare l'Euribor come indice dei mutui a tasso variabile a favore dei tassi della Bce significa non far pagare i costi alle famiglie della crisi finanziaria e rendere più efficaci i vantaggi dell'abbassamento tardivo dei tassi da parte della Bce .


Perché i tassi Bce sono più convenienti ?

  • I tassi Bce sono certamente più stabili rispetto all'Euribor ma non bisogna perdere di vista la volontà, da parte della banca, di rendere effettivamente conveniente i mutui ad essi ancorati.
  • Se, infatti, lo spread applicato è di gran lunga superiore rispetto a quello previsto per i mutui agganciati all'Euribor, la convenienza può venir meno.


Come stanno reagendo le banche ?


Il mondo bancario ha messo appunto le contromisure del caso : spread più alti per mettersi al sicuro.

ATTENZIONE ALLO SPREAD, cioè la differenza tra il tasso di riferimento e quello applicato al cliente .

L’ articolo 2, comma 5, del decreto legge 29 novembre 2008 n. 185, stabilisce, inoltre, che “il tasso complessivo applicato nei contratti di mutuo "Bce" sia in linea con quello praticato per le altre forme di indicizzazione offerte” e che quindi l'adozione del parametro di indicizzazione ancorato alle condizioni Bce non deve costituire una ragione per aumentare il carico dei clienti nel pagamento delle rate.

Attenzione : le prime offerte sul mercato non sono particolarmente convenienti:

 

  • l'Euribor, il tasso di mercato al quale sono agganciati al momento i mutui a tasso variabile, si è ormai praticamente allineato al tasso Bce
  • le banche, temendo i rischi legati a un'indicizzazione diversa dall'Euribor, hanno alzato lo spread, in alcuni casi si arriva addirittura oltre il 2%, mentre al contrario sull'Euribor si riescono a trovare spread che sono leggermente al di sotto dell'1%.


COSA OFFRONO LE BANCHE A PISA ?

  • “Giovani Coppie e Famiglie” della Banca Toscana a tasso BCE, spread al 2%, tasso a 25/30 anni al 2%;
  • “Domus Bce” di Intesa SanPaolo arriva a circa il 4%;
  • il mutuo Bce di Unicredit Banca per la Casa 4% circa;
  • Monte dei Paschi di Siena: ha un tasso finito del 4,35% se agganciato all'Euribor e del 4,05% se agganciato al tasso Bce;
  • Bancoposta arriva al 4,75% contro il 4,1% del tasso variabile indicizzatoall’Euribor : la differenza, tra lo spread dei mutui legati all’Euribor e quelli indicizzati al tasso Bce, è di un punto percentuale, spread dell'1,25% per i mutui legati all'Euribor, del 2,25% per quelli indicizzati al tasso Bce.
  • La differenza più contenuta la offre Ing Direct che applica solo una differenza di 0,25 punti tra lo spread dei mutui indicizzati all'Euribor e quelli indicizzati al tasso Bce.

I dati, rappresentano una media rispetto alla durata del mutuo, da specificare e calcolare quindi rispetto alle esigenze particolari.


Cosa fare ?

  • Abbiamo appena superato un periodo di eccezionale 'disallineamento' tra il tasso Bce e L’Euribor,  la Bce aveva operato i primi tagli, ma la riduzione non veniva recepita dal mercato che, in balia della crisi, ha messo in cassaforte la fiducia mantenendo un Euribor alto.
  • Siamo ancora in piena crisi, ma con il passare delle settimane si è arrivati a un quasi allineamento tra i due tassi nella rilevazione del 13/01/08, ad oggi l'Euribor a tre mesi, al quale di solito vengono indicizzati i mutui a tasso variabile è al 2,65%, contro un tasso Bce del 2%.
  • Se prendiamo in esame i dati comparati dei due tassi: fatta eccezione per un periodo di crisi come quello di fine 2008 in cui il tasso Bce rispetto all’Euribor era sicuramente preferibile, storicamente, però, se si guarda all'andamento dei due tassi, Bce ed Euribor, si scopre che è molto simile, e che in alcuni casi l'Euribor ha anticipato la discesa del tasso Bce.
  • Nel comparare le due diverse indicizzazioni del tasso bisogna sempre tenere presente lo spread.
  • In questo momento i mutui a tasso variabile hanno uno spread molto elevato, negli ultimi sei mesi  gli spread sui tassi sono stati portati da una media dello 0,70 per cento ad oltre il 2%, spread che il mutuatario si ritroverà anche quando i tassi ricominceranno a salire, perché non è detto che  i tassi continuino a scendere, il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha detto più volte che considera 'accomodante' anche un livello di tassi tra il 3,50 e il 4% .