Come Federconsumatori abbiamo denunciato, nel silenzio allora assordante di media ed istituzioni, le manovre speculative su prezzi di pane e pasta ed indetto il riuscitissimo sciopero della pasta nel lontano 13 settembre 2007, proprio perchè il nostro ruolo è quello di prevenire e denunciare per tempo i tentativi di speculazione sui prezzi a danno dei consumatori .
L’indagine dell'Antitrust, aperta su apposita denuncia formale della Federconsumatori, ha confermato l’ipotesi di un vero e proprio "cartello" nella determinazione dei prezzi della pasta, confermando i dati dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che, tra il 2007 ed il 2008, ha documentato aumenti fino a toccare vette del 36%.
Lasciamo la parola alla decisione presa dall'Antitrust, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato:
26 produttori di pasta insieme all'Unipi, Unione Industriali Pastai Italiani, "hanno posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo".
L'intesa al rialzo è durata dal'Ottobre 2006 almeno fino al primo Marzo 2008, comportando un aumento del 36% sul prezzo finale .
Alcune società Amato, Barilla, Divella, Garofalo, Rummo e Zara "hanno svolto un ruolo di coordinamento dell'organizzazione del "cartello", con riunioni ristrette finalizzate a monitorare l'andamento dei listini e la "tenuta" dell'intesa."
Le aziende fanno "cartello" e i consumatori pagano :
una famiglia che consuma in media 1 kg di pasta al giorno, ha speso ben 146 € in più l’anno!
Sappiamo bene che la pasta in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo è un bene di primissimo consumo, da qui l'avvio, a seguito della mobilitazione dei consumatori contro l'aumento dei prezzi, di un'indagine penale da parte della Procura di Roma con un'ipotesi di reato di "speculazione sul costo dei beni alimentari di primo consumo", con una pena fino a tre anni di reclusione, Art. 501 bis del Codice Penale "Manovre speculative su merci".
La Federconsumatori “alla luce di quanto accaduto, chiede un risarcimento dei danni subiti dalle famiglie italiane e una riduzione immediata, di almeno la metà, del prezzo della pasta”.
Continua la corsa al ribasso del grano che, da Gennaio a Ottobre 2008, è calato di ben il 60%, passando da 0,48 € a 0,19 € al kg, mentre mezzo chilo di pasta è aumentato del 20% dai 75 centesimi di gennaio ai 92 di Ottobre :
non è più tempo di indugi, difendere il portafoglio dei consumatori, il potere di acquisto, la ripresa dei consumi la fiducia nella correttezza del mercato è la sfida di questi mesi se vogliamo superare la crisi economica strutturale che stiamo vivendo.
Il fatto che ieri Mr prezzi abbia parlato di un "lento rientro" della corsa dei prezzi della pasta anche se la variazione tendenziale registra un + 25,4 a gennaio 2009, fa accapponare la pelle, dove l'ha registrato il "lento rientro", a noi non risulta, ma nei carrelli del supermercato quel +25,4% su un bene di prima necessità in un momento di crisi pesa come un macigno, basta alibi, i consumatori non subiranno ulteriori speculazioni!